Venerdì, 14 Giugno 2019 07:57

lesioni nervose

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I nervi sono strutture fragili e delicate, possono essere danneggiati da uno strappo, da un taglio, da uno schiacciamento. Se lesionate, le fibre nervose, perdono la corretta conduzione del segnale, ed è difficile prevedere quale potrà essere l'evoluzione.

Diversi sono i fattori da tenere in considerazione: il grado e il livello di lesione, il tipo di nervo, la lunghezza della lesione, l'età del paziente, possibili lesioni associate, e soprattutto i tempi di intervento. I sintomi possono essere sia motori che sensitivi, con perdita di movimento da parte dei muscoli innervati da quel nervo e perdita o alterazione della sensibilità dell'area innervata da quel nervo. Il trattamento a seguito di una lesione nervosa è lungo e incerto, la ripresa del nervo è molto lenta, è fondamentale che la riparazione nervosa avvenga il prima possibile. La riparazione avviene attraverso un intervento chirurgico, che varia a seconda del tipo di lesione. Nel post-operatorio è necessaria la riabilitazione per proteggere la sutura nervosa, attraverso tutori confezionati su misura, per controllare l'edema, per prevenire eventuali rigidità e la progressiva atrofia dei muscoli interessati e per controllare la sensibilità.

LESIONI TENDINEE

Un trauma o una ferita da taglio anche poco profonda possono causare una lesione tendinea. I tendini sono lo strumento grazie al quale i muscoli riescono a flettere ed estendere polso, mano e dita. Per ripristinare la continuità del tendine e permettere di nuovo lo scorrimento è necessario un intervento chirurgico. É fondamentale che l'intervento sia eseguito il prima possibile. Dopo un intervento di riparazione tendinea è necessario un trattamento riabilitativo, per consentire il miglior recupero possibile della funzionalità della mano e per ridurre il rischio di complicanze. Dopo la riparazione chirurgica, durante la fase di guarigione del tendine, si forma un tessuto cicatriziale tra il tendine e le strutture circostanti, le aderenze tendinee, che compromettono lo scorrimento del tendine e la mobilità della mano. Per impostare il trattamento riabilitativo il terapista della mano dovrà tenere conto del tipo e del livello di lesione, delle caratteristiche del tendine, se flessore o estensore, dell'età e della collaborazione del paziente, della tecnica di sutura utilizzata dal chirurgo, della presenza di eventuali altre lesioni associate. Il protocollo riabilitativo sarà quindi scelto dal terapista insieme al chirurgo valutando tra tutte, l'alternativa più adatta. La riabilitazione per una lesione tendinea è altamente specifica, ed è importante che sia immediata per una ripresa completa, sono da rispettare tempi di recupero precisi, di immobilizzazione e mobilizzazione, sono confezionati tutori su misura per il paziente e vengono svolti esercizi di mobilizzazione che rispettano le tempistiche biologiche di guarigione del tendine, per evitarne la rottura.

Letto 1653 volte Ultima modifica il Venerdì, 28 Giugno 2019 15:28
Marina Pugno - Terapista della mano

Laureata in Terapia Occupazionale (Corso di laurea delle professioni sanitarie della riabilitazione) presso l'Università degli studi di Pavia con votazione 110 lode

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